E’ dal romanticismo che c’è sta divisione, contrapposizione o quello che è.
E’ assurda inesistente e ha creato un sacco di danni.
Quando una persona si pone la regola di “seguire il suo istinto” non sta facendo prevalere il sentimento, ma la ragione. La regola “segui il tuo istinto” è molto precisa e rigorosa. In assenza di quella il comportamento sarebbe diverso. Invece per un’astrazione del pensiero, pura legge logica-matematica uno decide di seguire la legge “segui il tuo istinto”.
Nessun animale fa così, se un cane si trova faccia a faccia con un’altro cane, l’istinto sarebbe si aggredirlo ma valuta se potrebbe soccombere nella battaglia e in base a questo si regola. L’”istinto” così storipiato da questa legge non è più “naturale” è artificiale, logico, cervellotico.
Al contempo il sentimento, l’istinto, non ha esistenza a sè, è continuamente modellato da altri sentimenti e dalla ragione, che basandosi sui sentimenti rivela pezzi sempre maggiori di realtà, e la conoscenza di questi pezzi di realtà modificano i sentimenti e quindi l’istinto.
Esempio: un bambino non vuole dare i suoi giocattoli ad un altro che però è suo amico. Poi, un’altra volta si trova a casa di un bambino non suo amico, vuole giocare ma il bambino non vuole dargli i giochi, si rattrista. Una soluzione è che si vendica col suo amico continuando a vietargli di usare i suoi giochi, l’altra è che ragiona sul fatto che il suo amico è stato probabilmente triste come lui lo è in quel momento e che siccome è suo amico, lui non vuole che sia triste. Questo amplia la sua conoscenza della realtà, altera i suoi sentimenti e produce nuova ragione. Ora quando il suo amico gli chiede il giocattolo lui è felice di giocare con lui.
Ma a produrre questo cambio emotivo è stata la ragione, come la ragione sarebbe stata quella che lo portava a vendicarsi (“proprio perchè gli altri non mi fanno giocare io non voglio far giocare nessuno”).
Sentimento e ragione sono due aspetti, la cui distinzione non è poi così chiara, che conducono alla conoscenza della realtà.
Anche la matematica permette di comprendere la realtà, e pure per chi dimostra la matematica è impossibile procedere se non ci si basa su un sustrato sentimentale: i postulati. Ma anche dai postulati in poi tutte le dimostrazioni sono spinte dal sentimento, da una percezione della realtà che si basa su qualcosa di altro dal calcolo o logica per poi poter procedere con essi.
Non c’è dubbio che l’idea romantica del rifiuto della ragione per il sentimento e quella illuminista del rifiuto del sentimento per la ragione sono assurdità a cui bisognerebbe porre fine il prima possibie