Quello che loro non sanno è che la gente non sa alcune cose.
- la gente non sa qual’è la differenza tra decreto legge e legge, perchè
- la gente non sa qual’è la differenza tra parlamento e governo, perchè
- la gente non sa neanche di preciso qual’è la differenza tra democrazia e dittatura ha solo capito che la dittatura è di un uomo cattivo che fa cose cattive come privare della libertà di parola, mentre la democrazia ha il voto e si può parlare.
(tra parentesi: non sa neanche la differenza tra arresto cautelare e arresto per condanna… dici niente)
Sembrano cose banali e chi, colto, ne conosce le differenze giunge a ritenere frivola la conoscenza di queste differenze perchè elementari, ritiene che se passa il concetto “il governo è quello che fa, il parlamento quello che vota” per la massa sia più che sufficiente.
Invece le cose non stanno così. Si provi a guardare il telegiornale pensando di non sapere i meccanismi che regolano rapporti tra parlamento e governo e in generale tra le istituzioni. Non capisci il senso delle cose, le mescoli.
Si pensi al momento attuale in cui abbiamo un governo tecnico.
C’è chi ride di Scilipoti che parla di “funerale della democrazia”, ma chi ride non sa quanto riesca a fare breccia nella gente una frase del genere (se non sai cosa è il parlamento e cosa il governo…).
Sono morti quelli che hanno fatto la guerra, sbefeggiati dai ’68ini, erano gli unici che sapevano, pur con la 3^ elementare cosa fosse lo stato, perchè avevano vissuto la guerra, le assemblee partigiane, avevano visto morire parenti e amici non per posizionare al potere questo o quello ma per posizionare al potere una istituzione che rappresenti tutti con regole ferree che garantiascano tutti.
Il ’68 ha spazzato via tutto questo e i ’68ini poi divenuti travoltini, non sanno cosa sia lo stato.
Ha gioco facile libero, il quotidiano, a chiamare la persona che risiede alla Presidenza del Consiglio con il suo nome di battesimo. Per i travoltini “lui è come me”, il grande fratello per loro è cominciato negli anni ’80, il programma televisivo ha sono materializzato la filosofia comune con 20 anni di ritardo. Non c’è professionalità, non c’è istituzione, non c’è stato, non c’è altro che il singolo, e quindi la Presidenza del Consiglio diventa “Mario”, come prima era “Silvio”.
Come se ci fosse un dittatore al potere.
Come se lo stato dipendesse da suo aspetto fisico, dalla sua simpatia, dalle sue “genialate” (altro concetto anni ’80), dai suoi rapporti personali.
In generale quello che i travoltini pensano è che lo stato non esiste. Nessuno sa che se una persona può fare la spesa, se una persona può possedere una casa, un cellulare, dare un’educazione, non sanno che tutto questo esiste se esiste lo stato. Se esistono le leggi che puniscono chi ruba, chi rapisce, chi minaccia. La loro stessa vita è garantita dallo stato, che se non ci fosse sarebbe minacciata da chi è più forte o più furbo ogni giorno.
Che vengono curati con spese milionarie e i loro figli vanno a scuola perchè c’è gente che paga le tasse allo stato.
Si guarda solo la parte negativa dello stato, la corruzione, il prelievo fiscale, la burocrazia, perchè non esiste proprio la parte positiva. Lo stato “è come me”, è un posto dove chi ci arriva fa i suoi interessi, sperpera i soldi. Perchè se io giungessi al potere farei i miei interessi.
Ero in sala d’aspetto in un ospedale, reparto oculistico, una signora anziana, arrivata da una ventina di minuti si alza e contro l’infermiera s’infervora: “non è possibile avevo appuntamento alle 10 e sono già le 10 e 30!” e giù a starnazzare, che “non va bene”, e – rivolta ad un’altra persona nella sala che annuiva – “noi li paghiamo… e bene”.
Se qualcosa è statale è sempre qualcosa che non va. Vai dal dentista alle 6, come da appuntamento, e ti tirano su alle 7.20; Senti qualcuno sbraitare?
No, perchè è privato… siamo così… ci piace prendercela nel culo, basta che sia privatamente.
Se possediamo una casa, un’auto, un cellulare è, ad esempio, perchè esiste il poliziotto che prende il ladro e lo sbatte dentro. Ma il ladro può conoscere il poliziotto. E allora il sistema, per difendere anche i travoltini, prevede che il poliziotto debba rendere conto al commando di polizia, ma se mangari il ladro è inserito nel territorio conosce il poliziotto e il commando, e allora il commando è sotto il prefetto, ma se… e il prefetto è sottoposto al ministro, ogni singolo poliziotto alla magistratura, che applica le leggi e per essere più garantiti le leggi non le può fare la magistratura, solo il parlamento. E via via così, con innumerevoli “controlli incrociati” e “poteri distribuiti”.
In una parola: Il sistema.
Complicato e volendo, sì, anche un po’ obsoleto, la tecnica permetterebbe ulteriori passi in avanti, ma è il sistema che ci permette di vivere, di stare in salute, di avere una famiglia, di avere del cibo e delle proprietà, permette che venga riconosciuto e retribuito il tuo lavoro, permette che tu possa spostarti di posto in posto senza pericoli, fa sì che nessuno possa bruciare uranio a cielo aperto sotto casa tua, permette che l’aria che respiriamo rimanga vagamente respirabile, che la falda acquifera continui a mantenere l’equilibirio idrogeologico.
Il sistema. Quello che per i travoltini è tutto un “magna-magna” solo perchè loro non saprebbero altro che “magnare-magnare” se fossero ai posti di comando.
Il sistema, è come quello di un pc, complicato e anche più complicato di un kernel dato che deve operare nella realtà: non gli viene concessa l’astrazione binaria che i transistor concedono ai calcolatori.
E di questo sistema, c’è chi ha la password di root e sono il parlamento e il governo e la magistratura, la corte costituzionale, il consiglio di stato, la presidenza della repubblica e altri enti molto importanti.
I travoltini non sapendo che esiste un sistema non hanno idea dei danni che può fare chi ha la password di root
Per questo motivo per loro un episodio di corruzione vale molto meno rispetto a un omicidio.
Ma un omicidio, per quanto deprecabile, è singolo, e agisce su singole persone. Quello che può fare il sistema per prevenire gli omicidi in genere già viene fatto, il residuo è dovuto alle caratteristiche umane, che il sistema non può controllare, mentre un episodio di corruzione è un accesso con password di alto livello in un punto del sistema e a volte del cuore del sistema. E’ evidente che un episodio di corruzione è una aggressione a tutti, ad ogni singola persona, perchè ponendo delle mine alla base del sistema rischia di deteriorarlo e se non viene bloccato in tempo il sistema cade in un circolo vizioso giungendo a un deterioramento avanzato che sgretola le vite quotidiane delle persone.
Tutti i mali che abbiamo, i ricercatori pagati poco, i precari, le buste paghe basse, la politica immobile, i pochi soldi per sanità e educazione, e lo stato in cui versa il sud italia, sono danni sistemici dovuti a un sistema di corruzione che si è annidato all’interno dello stato minandone le fondamenta e paralizzandolo. L’Italia ha delle potenzialità e un inventiva che l’impero romano non sarebbe certo un ricordo se non ci fosse la corruzione.
Ma finchè la gente non capirà che il sistema è prezioso e va tutelato, non ci sarà mai la forza sufficiente a cambiare le cose, continueranno a far spallucce per gli episodi di corruzione salvo poi gridare “è tutta una mafia, è tutto un magna magna”. E sbraitare su ogni questione solo quando questa va contro il loro specifico interesse.
(costa tanto dire al posto che “maledetti/o che mi prendete i soldi dalla pensione”, dire “i soldi van presi dall’asta delle frequenze, non dai poveracci”, è così impossibile che i media possano essere così efficienti da passare concetti costruttivi, al posto che tornare alla cagnara della prima repubblica?)